Spermatogenesi: come funziona e cosa fare in caso di problemi

Per spermatogenesi si intende il processo di formazione degli spermatozoi. La formazione e maturazione avviene nei tubuli seminiferi, strutture specifiche locate nei testicoli prima, per poi completarsi durante un lungo  percorso attraverso i dotti seminiferi, le formazioni epididimarie. Il processo di spermatogenesi, ha una durata media di circa tre mesi nella specie umana.

Nel primo mese di sviluppo si accumulano circa 4000 cellule germinali e durante la pubertà i testicoli iniziano la loro funzione con la formazione degli spermatozoi, ciclo che durerà per tutta la vita dell’uomo diminuendo nel climaterio maschile.

La spermatogenesi richiede l’azione combinata di una serie di diversi ormoni, ognuno dei quali svolge un ruolo importante nel funzionamento delle strutture seminifere.

Come funziona il processo di spermatogenesi

Le cellule germinali primordiali maschili, si organizzano in strutture definite, i tubuli seminiferi, la cui parete è tappezzata come da piastrelle, denominate cellule del Sertoli. Al di fuori del tubulo, si rinvengono le cellule di Leydig, deputate alla produzione di testosterone.

Le cellule del Sertoli, in stretto contatto tra loro nella porzione basale, formano una vera barriera emato-testicolare, organizzata in due distinti compartimenti: uno basale, in cui si rinvengono spermatogoni e spermatociti leptotenici, e uno adluminale in cui si rinvengono gli spermatociti evolutivamente più in avanti nel processo maturativo, denominati prima spermatidi e al termine del processo maturativo, spermatozoi.

Questa barriera emato-testicolare ha il preciso compito di mantenere separati i compartimenti, in modo da favorire la spermioistogenesi e impedire reazioni autoimmuni derivanti dalla possibile esposizione ad antigeni germinali. L’eventuale contatto, che può verificarsi per vari motivi, può determinare un movimento anticorpale, responsabile di quadri di infertilità inspiegata , spesso in quadri di coppia, definiti come normali.

Le cellule del Sertoli, come la trama di un tessuto svolgono funzioni di sostegno meccanico per le cellule germinali,  unitamente ad attività fagocitaria nei confronti di cellule germinali degenerate e svolgono anche una  parallela attività endocrina .

Ciascuno di questi tipi cellulari rappresenta un target ben definito, la cui azione è fondamentale per il corretto mantenimento della spermatogenesi. Alterazioni di questo delicato meccanismo, si traducono in alterazioni della spermatogenesi con alterazioni qualitative e quantitative del liquido seminale, con potenziale riduzione del potere fecondante.

La produzione di spermatozoi, è finemente legata all’attività ipotalamo ipofisaria, due ghiandole che esercitano un effetto regolatore sulle gonadi maschili. Gli ormoni secreti dalla ghiandola pituitaria, il testosterone,  FSHLH e l’inibina, sono deputati alla stimolazione delle strutture testicolari per la formazione di spermatozoi.

Problemi durante la spermatogenesi

Gli spermatozoi del testicolo, quando vengono generati nei tubuli seminiferi, non hanno una immediata capacità fecondante, la sviluppano lungo l’epididimo ( testa corpo e coda) così come, l’acrosoma o testa epididimaria acquisisce la naturale capacità di penetrare l’ovulo femminile. Una volta maturi, gli spermatozoi possono con l’eiaculazione essere emessi all’esterno per svolgere il loro compito riproduttivo.

Tale percorso maturativo, viene indicato col termine di capacitazione, che consiste appunto, nella capacità dell’acrosoma situato nella testa dello spermatozoo, di penetrare la cuticola ovocitaria e dar luogo al processo riproduttivo. Problemi durante la spermatogenesi possono determinare quadri di oligospermia, termine medico che indica la presenza di una quantità di spermatozoi ridotta rispetto ai parametri definiti come normali  nell’ eiaculato.

La quantità di spermatozoi è definita inferiore al normale se la concentrazione di sperma è minore di 20 milioni di spermatozoi per millilitro.

Una riduzione del numero di spermatozoi riduce la probabilità di fecondare l’ovulo della partner. Quadri di oligo-astenospermia sono sempre più diffusi e si rinvengono in oltre il 30% di coppie in cui si manifestano quadri di infertilità.

I fattori di rischio legati all’oligospermia  più comuni sono l’età superiore ai 35 anni, l’uso di droghe, fumo di tabacco, processi infettivi relativi l’apparato genitale, il varicocele, l’esposizione a tossine ed inquinanti, tumori o patologie croniche, radioterapia, uso di farmaci particolari.

 

 

 

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L’oligospermia può migliorare quando si identificano i processi patologici che stanno alla base della alterazione della spermatogenesi .

Ci sono coppie che hanno la necessità di un corretto studio e un eventuale percorso terapeutico per aumentare la fertilità, mentre per altre il concepimento sarà probabile solo ricorrendo alla fecondazione in vitro.